Klaebo supersonico in Coppa del Mondo, Bjoergen insegna fondo a Dobbiaco

E' possibile non essere sazi con diciotto ori mondiali e sei ori olimpici? La risposta è sì, se si è Marit Bjoergen, una vera e propria leggenda dello sci di fondo, capace quest’oggi alla Coppa del Mondo di Dobbiaco (BZ) di tenere a bada le giovani rampanti della disciplina. Oltre 22 secondi di ritardo dalla leader di ieri (la svedese Charlotte Kalla) dopo la prova in skating non sono bastati a fermare l’inarrestabile Bjoergen (25:19.3), autrice di un poderosa rimonta sulla svedese, assieme alle connazionali Ingvild Flugstad Oestberg (2.a con 25.19.6) e Heidi Weng (3.a con 25:20.1). Charlotte Kalla partiva in testa, ma aveva ben cinque norvegesi alle calcagna, nonostante ciò le prime fasi di gara parevano incoraggianti, con il vantaggio passato da cinque a otto secondi della svedese sulla Haga. Un fuoco di paglia, poiché la compagine norvegese risale rosicchiando falcata dopo falcata, riducendo a tre secondi il distacco, con le americane a lottare per la testa del secondo gruppo inseguitore.
La situazione a 3.5 km dalla partenza recita il seguente ordine: Kalla, Haga, Weng, Jacobsen, Bjoergen, ma “mamma” Bjoergen e la Oestberg sembrano determinate e decise, più delle altre, a conquistare il gradino più alto del podio. Gli avvicendamenti si susseguono, ma le norvegesi hanno adottato la tattica perfetta, alternandosi per raggiungere la Kalla, inesorabilmente “travolta” e superata dalle rivali. Il secondo gruppetto “segue” a 35 secondi e la Niskanen è provvisoriamente davanti alla brava Jessica Diggins e all’altra statunitense Sadie Bjoersen, dalle chiare origini “vichinghe”, con la russa Nepryaeva a rimanere a contatto. Lo spettacolo si avvia verso il rush finale, questa volta con Bjoergen, Weng, Haga, Kalla e Oestberg, ma la svedese è destinata a vedere di fronte a sé tutte le norvegesi che ieri le erano finite alle spalle. La Kalla paga le salite della pista “Nathalie”, la Bjoergen no, e qui si vede la differenza di condizione in classico e motivazione. Pazzesca l’atleta classe 1980, con la Kalla quinta a 25 secondi quando mancano 1.5 km all’arrivo. La lotta per la vittoria è a tre, Bjoergen, Weng e Oestberg si passano il testimone, ma nessuno, tra gli spalti della Nordic Arena di Dobbiaco, ha mai avuto dubbi sul possibile esito finale, la Bjoergen sferra il colpo della campionessa e per Oestberg e Weng non resta altro che ammirare le gesta della “maestra”, raccogliendone un giorno (ancora lontano) una pesante eredità: “Le ultime settimane ho avuto qualche difficoltà – afferma la Bjoergen - perciò era necessario fare bene in questa gara. Questa vittoria mi darà tanta autostima in vista dei prossimi impegni. Guardo già alle Olimpiadi e devo dire che Charlotte Kalla fa veramente paura, anche se oggi non è riuscita a tenere il nostro passo”.
Elisa Brocard ancora una volta migliore delle italiane in 35.a posizione: “Tutta la squadra si sta allenando duramente e si impegna al massimo e la speranza è quella di far bene, anche perché noi stesse abbiamo bisogno di vedere i risultati dei nostri sacrifici. Sarebbe bello un buon risultato in staffetta, appagherebbe tutto il gruppo e dimostrerebbe che anche il settore femminile c’è e ha voglia di far bene”. Le altre azzurre hanno chiuso ancora più attardate: Lucia Scardoni (42.a), Giulia Stuerz (46.a), Anna Comarella (47.a), Caterina Ganz (56.a), Sara Pellegrini (57.a) e Virginia De Martin Topranin (59.a).
Gara combattuta ed esaltante anche al maschile, il format “all’antica” skating+classico ad inseguimento ha riscosso successi, raccogliendo i frutti della giornata di ieri.
La giornata di gloria per la Norvegia è proseguita con la rimonta supersonica del giovane Klaebo (33.31.1). Secondo il russo Sergej Ustiugov (33:33) e terzo Poltoranin (33:35). Miglior azzurro Giandomenico Salvadori (20°): “Sono fiducioso in vista del Tour de Ski. Se trovo il fiato cercherò di fare delle buone gare. L’obiettivo è aumentare le ore di allenamento e concentrarmi sui risultati”, poi Francesco De Fabiani (27°), Dietmar Noeckler (42°), Fabio Pasini (52°), Maicol Rastelli (57°), Sergio Rigoni (64°), Stefano Gardener (67°), Mirco Bertolina (68°), Paolo Fanton (69°), Claudio Muller (77°).
Le distanze sono già risicate e dopo 2 km i distacchi di partenza si sono già assottigliati, con Harvey e Ustiugov già a contatto dei primi, ma a spaventare dalle retrovie c’è Klaebo, con l’azzurro De Fabiani a mantenere la 15.a posizione a 36 secondi circa dal primo. Il francese Manificat è in testa seguito da Harvey, con Klaebo sesto a proseguire nella propria “missione”. Il leader Krueger è ora secondo, con Harvey, Ustiugov e Musgrave a seguire, ma i primi tre sono racchiusi in uno spazio irrisorio e gli avvicendamenti si susseguono. Al km 6.4 De Fabiani è 17°, con Musgrave primo a cercare di perseguire un sogno che dura da due giornate, ed il russo Ustiugov consueta arrembante certezza. Sundby è dodicesimo, un passo in avanti rispetto alla posizione di partenza (20°), ma il norvegese è atteso a ben altri traguardi. Musgrave nel frattempo è scivolato in settima posizione, e al 12° km Ustiugov e Klaebo rendono chiaro che la lotta è tra loro. Dalle retrovie sbuca Poltoranin, il quale otterrà un prestigioso terzo posto, mentre Klaebo non ci pensa nemmeno a giocarsi la volata con il russo e va a prendersi il successo, collezionando così, in quest’avvio di Coppa del Mondo, ben sette vittorie, il miglior bottino di sempre di un atleta di cross-country prima dell’inizio del nuovo anno: “Ci tenevo tantissimo a questa vittoria – afferma Klaebo, la mia prima a Dobbiaco. Il nuovo percorso è adatto alle mie caratteristiche, in più avevo degli sci velocissimi. Oggi, sin dalla mattina, mi sono sentito molto meglio rispetto a ieri. Per me è un momento magico, semplicemente fantastico. Spero di poter continuare a stupire”.
Le Frecce Tricolori sorvolano il cielo dobbiachese coronando una due-giorni di sport e spettacolo, ed ora la famiglia Santer si proietta già verso il radioso futuro quando Dobbiaco si presenterà come tappa di apertura del Tour de Ski 2019, con l’Italia ad aprire e chiudere il prestigioso challenge ispirato al Tour de France ciclistico.